L’identificazione degli scenari potenziali di crisi una garanzia per tutti i nostri stakeholder

Per “crisi” si intende “una situazione operativa che – se non affrontata adeguatamente e risolta – potrebbe avere conseguenze negative sui rapporti con uno o più stakeholder e sulla business continuity”. Una crisi può portare all’insorgere di timori diffusi, o a conseguenze negative sia nell’opinione pubblica che nei pubblici interessati a GUNA e interessanti per GUNA.

Foto-emergenza-tachimetro-14163890-300x300GUNA inoltre, in virtù della particolare categoria merceologica dei propri prodotti, ritiene di dover prestare un’attenzione e un rigore straordinari nella prevenzione di situazioni di crisi: non si può lasciare nulla al caso, quando si parla di salute dei cittadini.

È quindi a maggior tutela di tutti gli stakeholder dell’azienda, nonché in un’ottica di piena assunzione di responsabilità nei loro confronti, che in GUNA abbiamo istituito già nel 2009 una “Crisis-Room” aziendale, individuando le figure aziendali chiave da coinvolgere in essa e procedendo a un periodico training di tali figure, partendo dal presupposto – ben dimostrato in letteratura – che più un’azienda è attrezzata nella gestione delle crisi, meno queste hanno la possibilità statistica di tradursi in realtà, pregiudicando la business-continuity.

Già nel corso del 2012, lo staff di comunicazione di GUNA aggiornò l’elenco di possibili scenari di crisi, migliorando la capacità dell’azienda a rispondere a tensioni impreviste.

Poi, nel 2013, vennero effettuate alcune simulazioni di scenari di crisi che hanno coinvolto i manager di GUNA, il suo ufficio stampa e lo staff Comunicazione e CSR, per migliorare la capacità di tutelare efficacemente gli interessi di tutti gli stakeholder.

Nel secondo semestre del 2014, si è svolto in azienda un corso di aggiornamento sul crisis management e la crisis communication, che ha incluso simulazioni ed esercizi, seminario ripetuto poi nel primo semestre del 2015, così da coinvolgere tutte le figure chiave dell’azienda.

Nel corso di questi momenti di verifica, il personale di GUNA è stato coinvolto nella “mappatura” di scenari di potenziale crisi reputazionale e strutturale dell’azienda, identificando – su una scala numerica da 1 a 5, la crescente “gravità potenziale” e la crescente “frequenza potenziale” degli avvenimenti. Questa procedura di riclassificazione, alla quale è seguito un dibattito con gli specialisti, ha permesso di identificare aree critiche passate inosservate in passato, e di apportare – grazie a questo momento di prezioso “ascolto” – alcuni miglioramenti di tipo organizzativo utili per prevenire scenari di crisi.

Ci teniamo a condividere con Voi, seppure in sintesi, gli scenari di crisi potenziale che più ci danno preoccupazione:

– l’azienda dispone di risorse finanziarie più che sufficienti ad affrontare qualunque tipologia di scenario di crisi. Non viviamo alcuna preoccupazione né in termini di liquidità né in termini di professionalità;

– avendo rinunciato a tutti i propri brevetti di prodotto e di processo (per approfondire questo progetto: “Manifesto No Patent“) l’azienda – riorientando il proprio modello di business – ha ridotto di molto i rischi di pregiudizio al proprio giro d’affari a causa di furto di segreti industriali o di mancata ottimizzazione degli investimenti in ricerca scientifica;

– una issue strisciante è costituita dall’avversione da parte di alcuni per il mondo delle Medicine Non Convenzionali/Complementari. Questo aspetto è ben illustrato – con le relative attività fino ad oggi promosse per gestire i pregiudizi verso il nostro comparto merceologico – in un apposito capitolo di questo documento di rendicontazione (“Cittadini critici verso l’Omeopatia“);

– uno scenario estremamente delicato di potenziale crisi è costituito dall’insicurezza legislativa. L’Italia non ha ancora dato piena attuazione alla Direttiva Europea sul Farmaco, approvata a livello UE nel 1996 e recepita in Italia nel 2006, che parifica i farmaci di origine biologica a quelli di origine chimico-sintetica. Entro meno di un anno terminerà la “moratoria” concessa per la prescrizione e vendita dei farmaci in commercio all’epoca della sottoscrizione della Direttiva. L’AIFA – Agenzia Italiana del Farmaco – ha quindi poco tempo per istruire e valutare tutti i dossier di registrazione, in molti casi assai complessi, e a tutt’oggi non ha risposto alle istanze e sollecitazioni del mondo produttivo, con il risultato che – perdurando questa inattività burocratica – l’utilizzo di questi prodotti rischia di non essere più regolamentato, con gravissimo pregiudizio per la libertà di scelta terapeutica di medici e pazienti. Questi delicati e importanti aspetti sono approfonditi in un capitolo del nostro Social Hub (“I Paradossi del sistema sanitario nazionale Italiano“)

Dalla lista evidenziata dai collaboratori interni dell’azienda, segnaliamo, in ordine decrescente di punteggio per gravità e frequenza potenziale percepita:

  • approvazione di provvedimenti legislativi ulteriormente restrittivi alla produzione e/o commercio di prodotti omeopatici (locali o nazionali)
  • crash o altro guasto al sistema di controllo qualità dei prodotti
  • attacco hacker doloso e grave alle piattaforme web aziendali
  • dimissioni, interruzione di collaborazione o decesso di collaboratori chiave (dipendenti, commerciali o medici di riferimento/formatori, etc
  • improvviso deterioramento (attenzione: anche eteroindotto!) nei rapporti con partner chiave (associazione medica, di farmacisti, azienda fornitrice, etc.)
  • performance commerciali negative di prodotti sui quali sono stati effettuati significativi investimenti
  • crash del sistema informatico interno con perdita di dati
  • messa in commercio per errore umano di stock avariati di farmaci prodotti da terzi e rivenduti da GUNA
  • incidente tecnico grave che possa mettere a rischio la qualità e la produzione degli stabilimenti
  • fuga di notizie confidenziali, caratteristiche e studi su prodotti in fase di studio e non ancora brevettati ad opera di un dipendente/collaboratore (nota: rischio ridimensionato dopo l’adozione del manifesto “No Patent”)
  • messa in commercio per errore umano di stock avariati di farmaci prodotti da GUNA
  • incendio, crollo, alluvione etc. allo stabilimento e/o alla sede
Tabella: Dossier di “crisi” – reale o potenziale – trattati e risolti con successo (*) 
 20132014201520162017
Numero Crisi reali o potenziali affrontate 2366
Numero Crisi reali o potenziali risolte con successo
236

 

(*) mass-media tradizionali, mass-media digitali, ma anche interni senza il coinvolgimento di mass-media