Missione umanitaria in Zambia – I Ghetto Angels-

 

Cari Amici di Guna,

Maira ed io siamo in Zambia per attivare un piccolo progetto umanitario con la fervida speranza di riuscire a trovare modi per far si che al nostro ritorno, si possa lasciare un attività che funzioni.
Ci troviamo nel compound di Bauleni, alla periferia di Lusaka, un ghetto di 35 mila abitanti ammassati su una piccola lungua di terra. L’atmosfera nel compound è allegra, anche se sappiamo che le problematiche esistenti sono molte: dai tanti casi di HiV, tubercolosi, e nella stagione delle piogge di colera y malaria,della vita media qui è di 45 anni. la gente muore a volte per semplici malattie trascurate, non tanto per mancanza di trattamenti, più per mancanza di conoscenza su come attivarli e proseguirli. In occidente non muore più nessuno di HIV o di tubercolosi, e qui i trattamenti ci sono, solo che la mancanza di comprensione e di chiarezza su come svolgerli fanno il resto. L’informazione pura su ciò che sono queste malattie, su come prevenire il rischio del contagio e poi la vergogna che fa nascondere i malati, il timore del giudizio sociale, tutti quei meccanismi di difesa psicologica chr emergono, rallentano le possibilità di sviluppo.
Nel compound ci sono 80 chiese con diversi tipi di credo, spesso un sincetismo religioso tra credenze tribali e cattolicesimo moralistico. il non devi, il rigore morale che viene preteso.DSC_1780
Forse per via dell’eccessivo lassismo e di un fatalismo che lascia la responsabilità della propria cura al fato nella popolazione e in qualche modo per alcuni meccanismi, viene alimentato quello che poi genera l’solamento nei malati, i giudizio, il timore di essere inadeguati, l’isolamento dell’essere infetti e contagiosi.
Aggiungiamo che l’acqua non è in tutte le case e che di giorno c’è la fila ai rubinetti pubblici di donne e bambine con secchi e cesti, la conseguenza è che le possibilità di un igiene accurata è limitato.
Anche l’elettricità non è in tutte le case e 4 ore al giorno viente tolta comunque, bloccando anche l’accesso all’acqua che è direttamente connessa.
Si cucina a carbonella e la sera aleggia su tutto il compound l’odore del fumo. molte delle fogne sono a cielo aperto e ai bordi del compound si ammassano tonnellate d’immondizia. spesso vengono bruciate e l’odore di plastica e dei prodotti chimici bruciati rende l’aria satura, insalubre. i fuochi servono anche ad allontanare i topi e gli altri animali beneficiari dei resti. non di rado si sentono bruciare gomme delle macchine.
Tutto ciò comunque non deprime la vitalità del compound, qui il brulicare della vita è fin dalle prime ore del mattino, c’è un sacco di gente che comunica e manifesta la sua voglia di esistere, di resistere.
Paradossalmente, a qualche chilometro dal compound ci sono le ville delle ambasciate e altre zone ricche della capitale. Ogni volta che ci spostiamo proviamo questa assurda diversità,che è intrisa nel nostro strano mondo, il pianeta terra… la ricchezza di conoscenza, materiale ed economica e la povertà con tutta la sua bellezza di vitalità.
dal canto nostro, le prime due settimane, siamo arrivati con l’entusiasmo di quelli che vogliono cambiare le cose, si è trasformato in frustrazione per tutti gli ostacoli connessi nel cercare di fare un operazione, anche se piccola, con la sua umile dignità.

Viviamo nel compound anche noi, in una Guest House della ONG In and out the ghetto, che con il ricavato finanzia i progetti sociali che porta avanti. sia occupano di un piccola asilo, di tutoring di studenti di vario livello, un gruppo musicale, un gruppo di teatro, un piccolo progetto di sport, un team di volontari che si attiva durante le emergenze e i Ghetto Angels.
Noi stiamo lavorando per quest’ultimo progetto, i Ghetto Angels. Si tratta di un gruppo di volontari che in collaborazione con la piccola clinica medica che esiste nel compound, va a aiutare a domicilio, le persone che non seguono più i trattamenti medici e che sono in stato di estrema difficoltà: disabilità fisiche senza sostegno, malati segregati nelle case, persone che dopo aver preso qualche trattamento si sentono meglio e che non si rendono conto che va continuato per vivere decentemente, in genere chi ha HIV. Un intervento Psicosociosanitario. Abbiamo attivato nei mesi precedenti la collaborazione dell’Università di Lusaka, il dipartimento di psicologia, dove da settimana scorsa ho iniziato a tenere un corso con 12 studenti e due professori, che seguirà con un tirocinio a Bauleni. L’idea è nutrire i Ghetto Angel affiancando degli psicologi agli operatori sociosanitari della NGO e ai volontari, che verranno ulteriormente formati da Maira, che è un Infermiera professionale e andare quindi a rinforzare le l’attività.
Nello stesso tempo Maira si sta occupando di creare un progetto strutturato con metodi di valutazione dell’efficenza degli interventi, per proporlo a dei donatori e fare chiarezza qui su come strutturare un intervento.
L’obiettivo è quello di attivare questa partnership tra l’Università di Lusaka, In and Out the Ghetto, la Clinica medica governativa del compound, la Ong Accesso in Italia che si occuperà di proporre il progetto a dei donatori e monitorare il proseguimento della attività a distanza e noi, facendo proseguire questa start up nel futuro, fino a diminuire sensibilmente i casi nel compound.

la strada è ancora lunga e tortuosa, l’Africa, sebbene tanto affascinante, ha al suo interno mille rivoli che ci fanno mantenere giù la testa e cercare di aggiungere un tassello per volta, per comporre questo puzzle bello nell’immagine e ruvido al tatto.

Grazie amici della Guna, per sostenere questa operazione, qui intanto molte persone sentiranno il beneficio dell’effetto delle azioni che in questi mesi attuaremo.

Un caro saluto
Alberto Pennella e Maira Rodriguez Hernandez

__________________________________________________________________________________________

GUNA GIVING HOPE TO ZAMBIA

Siamo in zambia da 60 giorni e il progetto dei Ghetto Angels continua. Il corso  di counseling effettuatto con gli studenti di psicologia dell’Università di Lusaka è terminato e settimana scorsa sono arrivati i primi studenti a dare supporto nel compound.

unza-zambia -corso

Seminario nell’Università di Lusaka

Siamo riusciti a fare un laboratorio con una quarantina di counselors attivi nel compound che collaborano con la clinica e comprendere maggiormente le attività che svolgono per una task force migliore.

1472674569304

mini corso con i counselor locali 1

Abbiamo attivato la collaborazione con varie cliniche: L’Ospedale ortopedico Inglese Beit Cure, all’Ospedale Universitario di Lusaka e la Clinica governativa di Bauleni portando già vari casi, bambini con problemi neurologici, interventi chirurgici e semplici vaccinazioni non seguite.
Qui tutto si muove con tempi lunghissimi e spesso ci scontriamo con la mancanza di aderenza tra il nostro bisogno di efficenza e i tempi collettivi, in alcuni casi con errori che ci fanno riformulare gli interventi. A volte il desiderio di muovere le cose in tempi stretti stressa le persone e la struttura di lavoro…ci cerchiamo di adagiare, capire, comprendere.
Intanto cerchiamo, dove possibile, di dare quella speranza che ci chiedono i beneficiari di questo lavoro, le famiglie con bambini con disabilità, che magari sono tre anni che non vanno dal medico e alcuni non hanno mai avuto una diagnosi. Famiglie che in alcuni casi sono state osteggiate dalle proprie famiglie di origine, perchè la disabilità spesso viene vista come se il problema fosse in chi ha generato il bambino. una sorta di malocchio, di punizione divina o qualcosa del genere. E quindi l’intervento che cerchiamo di far e è prima a livello medico, mettendo in contatto e spesso portando le persone nelle cliniche specializzate e poi aiutarli a comprendere maggiormente ciò che è veramente la malattia(o almeno, come la vediamo noi…) e poi aiutarli con il counseling a fronteggiare lo stigma sociale, quella macchia che si sentono affibbiati…

Altri invece, sono ragazzi hanno scoperto di avere l’HIV e magari pure la tubercolosi, una vita trasformata da un giorno all’altro. Qual è il futuro che sognano? Cerchiamo di darli maggiore comprensione della malattia, con i suoi limiti e valutare le possibilità. Aiutarli a creare un piano per raggiungerli e eliminare tutte le miscredenze sulla malattia che ancora esistono.

Secondo i dati di UNAIDS, nel 2015 in Zambia 1 su 8 persone ha l’HIV e sebbene ci sia una diminuzione dei casi, il valore è ancora altissimo. i trattamenti esistono, anche quelli che prevengono la trasmissione verticale da madre a figlio/a.
la questione è la coscienza sociale, l’eliminazione dello stigma sulla malattia, l’educazione sul tema, l’accettazione della malattia.

counselling session

counselling session

Le operazioni internazionali per sconfiggere la malattia ancora non hanno avuto successo, ci sarà ancora molto da fare, ci vorrà ancora molto tempo.
Nel nostro piccolo cerchiamo di aiutare la Ong In And Out of The Ghetto a rinforzarsi, attraverso la connessione con l’Università di Lusaka, le cliniche, i volontari, gli studenti, i laureati in psicologia e il supporto al miglioramento di questo progetto.

Come dicevano i grandi conoscitori dell’Africa, Solo gli africani potranno risolvere i propri problemi interni. Il nostro aiuto serve a rinforzare il loro coraggio, la loro passione, la loro conoscenza.

in and out the ghetto guys

in and out the ghetto guys

Siamo ancora qui a Bauleni, sveglia alle 5 e dalle sei si sente il brulicare di gente che va a riempire i secchi alle fontane, quelli che mettono musica ritmatissima per pompare la giornata, con la vita e la morte che scorre nonostante tutto.

a presto amici della Guna

GUNA GIVING HOPE

Alberto