EMERGENCY: GUNA SOSTIENE L’EMERGENZA MEDICO-CHIRURGICA

ANNO 2016:Programma Italia di Emergency

 

Nonostante sia un diritto riconosciuto, anche in Italia il diritto alla cura è spesso un diritto disatteso: migranti, stranieri, poveri spesso non hanno accesso alle cure di cui hanno bisogno per scarsa conoscenza dei propri diritti, difficoltà linguistiche, incapacità a muoversi all’interno di un sistema sanitario complesso. Da questa consapevolezza nascono gli interventi di Emergency nell’ambito del sistema penitenziario (conclusi nel 2007) e dell’area dell’immigrazione e del disagio sociale.

In Italia, Emergency ha offerto oltre 210.000 prestazioni (dato al 31 dicembre 2015).

 

Palermo

Nel 2006 Emergency ha aperto in Sicilia, a Palermo, un Poliambulatorio per garantire assistenza sanitaria gratuita ai migranti, con o senza permesso di soggiorno, e alle persone residenti in stato di bisogno. Molti sono gli italiani.
Ad eccezione di alcune figure sanitarie e di coordinamento che garantiscono l’organizzazione del servizio, il personale medico, sanitario e amministrativo del Poliambulatorio opera a titolo volontario e gratuito.
Il progetto è stato realizzato con la collaborazione della direzione generale dell’Asp di Palermo, che ha ristrutturato e messo a disposizione i locali per la conduzione delle attività.
Tutte le prestazioni del Poliambulatorio di Emergency a Palermo sono erogate gratuitamente.
Il Poliambulatorio di Palermo è dedicato a Giovanni Lo Porto, uomo di pace ucciso dalla follia della guerra.

 

Marghera

Un secondo Poliambulatorio ha iniziato le attività a Marghera (VE) a dicembre 2010.
Offre anch’esso assistenza sanitaria di base e specialistica, oltre che orientamento socio-sanitario ai migranti e alle persone in stato di bisogno. Qui il gruppo più numeroso di fruitori del servizio è costituito proprio da italiani.
Come per Palermo, ad eccezione di alcune figure, il personale medico, sanitario e amministrativo del centro opera a titolo volontario e gratuito. Presso il Poliambulatorio viene anche svolto un servizio di orientamento dei pazienti verso le strutture pubbliche, qualora ne avessero bisogno: lo spirito del Poliambulatorio, infatti, è di collaborazione e integrazione con il Sistema sanitario nazionale.1marghera-300x192-blog

Presso il Poliambulatorio sono sempre presenti mediatori culturali.
Anche qui tutte le prestazioni erogate dal Poliambulatorio sono gratuite.
Il Poliambulatorio è stato avviato grazie al finanziamento di Fondazione Smemoranda.
Il Poliambulatorio è aperto dal lunedì al venerdì, dalle 9 alle 18.

 

Polistena

A luglio 2013 Emergency ha aperto un Poliambulatorio a Polistena, in provincia di Reggio Calabria. Il Poliambulatorio, il terzo di Emergency in Italia, nasce in collaborazione con Libera, la cooperativa Valle del Marro, la parrocchia Santa Marina Vergine e la Fondazione “Il cuore si scioglie” di Unicoop Firenze che in città stanno realizzando un polo culturale contro le mafie in un palazzo confiscato alla ‘ndrangheta, assegnato alla Parrocchia Santa Marina Vergine e ristrutturato grazie a un bando della Fondazione con il Sud.

Presso il Poliambulatorio di Polistena i medici e gli infermieri di Emergency offrono cure gratuite alle persone indigenti e ai migranti. Tre mediatori culturali svolgono attività di consulenza e orientamento socio-sanitario, si occupano delle pratiche per il rilascio del codice Stp (Straniero temporaneamente presente, che garantisce anche agli stranieri non regolari l’accesso al Servizio sanitario pubblico) e accompagnano i pazienti che necessitino di esami o visite presso le strutture pubbliche.

Emergency ha iniziato a lavorare nella zona nel 2011, con un ambulatorio mobile che prestava assistenza soprattutto ai migranti impegnati come braccianti nelle campagne della Piana di Gioia Tauro. Anche tra i pazienti del Poliambulatorio sono molti i braccianti agricoli: dolori muscolo- scheletrici, dermatiti e patologie gastrointestinali sono le patologie ricorrenti, tutte determinate dalle difficili condizioni di vita e di lavoro.foto-x-art-emergency-blog

Il Poliambulatorio è aperto dal lunedì al venerdì, dalle 9 alle 18.

 

Sassari

A Sassari, l’ambulatorio di Emergency offre gratuitamente cure di medicina di base, prestazioni infermieristiche e servizi di orientamento socio-sanitario: i nostri mediatori, sempre presenti, sono disponibili per aiutare gratuitamente chi ne abbia bisogno ad accedere alle cure del Servizio sanitario nazionale.

Anche in Sardegna, infatti, numerose persone non hanno accesso a cure di cui hanno diritto. Sono migranti, stranieri, persone indigenti che a causa di difficoltà linguistiche, della paura di essere denunciati o della scarsa conoscenza dei propri diritti, non riescono a orientarsi nel nostro Sistema sanitario e a ottenere quindo l’assistenza di cui hanno bisogno e che è un loro diritto.

Per questo, oltre a offrire le cure di base tramite il nostro personale sanitario, presso l’Ambulatorio – come anche nelle altre strutture del Programma Italia – sono sempre presenti mediatori che svolgono attività di consulenza e orientamento socio-sanitario, si occupano delle pratiche per il rilascio dei codici Stp ed Eni (Straniero temporaneamente presente ed Europeo non iscritto, che garantiscono anche agli stranieri non regolari e ai cittadini neocomunitari l’accesso al Servizio sanitario pubblico), accompagnano i pazienti che necessitino di esami o visite presso le strutture pubbliche, svolgono attività di monitoraggio del territorio per individuare sacche di disagio o di negazione dei diritti in cui intervenire, collaborano con istituzioni e associazioni locali.

Presso l’Ambulatorio vengono anche svolte attività di educazione sanitaria e di prevenzione.
L’ambulatorio di Sassari, che lavora in collaborazione con la Asl Sassari 1 con cui abbiamo stilato un protocollo d’intesa, è la prosecuzione dell’esperienza dello Sportello di orientamento socio-sanitario di Emergency attivo da dicembre 2012.

Tutte le prestazioni dell’Ambulatorio di Emergency a Sassari sono erogate gratuitamente.

Castelvolturno

Presso l’Ambulatorio di Castel Volturno, in provincia di Caserta, i migranti e le fasce più deboli della popolazione possono ricevere cure mediche di base e l’aiuto dei nostri mediatori socio-sanitari.

Già da inizio 2013, con il lavoro del nostro ambulatorio mobile, abbiamo conosciuto l’area di Castel Volturno, una delle zone a più alta presenza di migranti in Italia: secondo il rapporto dell’Istituto Internazionale per le Migrazioni, si stima che gli stranieri rappresentino un terzo della popolazione residente. Giorno dopo giorno, abbiamo potuto toccare con mano tutte le difficoltà legate all’accesso alle cure in un territorio dove al degrado urbano si aggiunge la forte presenza della criminalità organizzata. L’invio del Polibus è stato solo il primo tassello del nostro lavoro nel casertano, ampliato nel corso del 2014 con un programma d’informazione e prevenzione a favore delle prostitute e potenziato a fine marzo 2015 con l’apertura dell’Ambulatorio.

I pazienti sono soprattutto uomini impiegati nell’edilizia e nell’agricoltura, molte volte in condizioni di pesante sfruttamento. Le patologie che riscontriamo – infezioni alla pelle e alle vie respiratorie, problemi muscolo-scheletrici… – sono spesso una diretta conseguenza delle insalubri condizioni abitative di queste persone: sovraffollamento, mancanza di servizi igienici e di corrente elettrica sono problemi comuni a molti alloggi. Sono frequenti anche problemi di ipertensione dovuti a un’alimentazione non corretta e a una bassa percezione del problema.

Accanto al lavoro di cura, anche a Castel Volturno i nostri mediatori socio-culturali sono sempre presenti per offrire consulenza e aiuto nell’accesso alle cure, nell’iscrizione al Sistema sanitario nazionale e nella scelta e assegnazione del medico di base; per seguire le pratiche per il rilascio del codice Stp (Straniero temporaneamente presente, che garantisce anche agli stranieri non regolari l’accesso al Servizio sanitario pubblico) qualora ce ne sia bisogno; e per accompagnare i pazienti che necessitino di esami o visite presso le strutture pubbliche.

Presso l’Ambulatorio è anche disponibile materiale informativo sulle principali patologie riscontrate e sulla loro prevenzione.
Sui muri dell’Ambulatorio, l’articolo 32 della Costituzione Italiana: “La Repubblica tutela la salute come fondamentale diritto dell’individuo e interesse della collettività, e garantisce cure gratuite agli indigenti (…)”

Tutte le prestazioni erogate presso l’Ambulatorio sono gratuite.
L’Ambulatorio è aperto dal lunedi al venerdi in orario 9:00/18:00

Gli ambulatori mobilifoto-2-x-art-emergency-blog

Per assicurare in modo tempestivo cure mediche a chi ne ha bisogno, Emergency ha allestito cinque ambulatori mobili : due Polibus (dai nomi di Questo e Quello), due unità di strada ed un Politruck. Gli ambulatori mobili prestano servizio per periodi definiti in aree a forte presenza di migranti, come le aree agricole, i campi nomadi o i campi profughi.

Ad oggi Emergency è intervenuta con i Polibus nelle seguenti aree: Basilicata, Sicilia, Emilia Romagna (sisma 2012), Calabria, Campania e Puglia.

Da aprile 2011, Emergency ha effettuato oltre 49mila visite sugli ambulatori mobili (dato al 31 dicembre 2015).
Da agosto 2015 il Politruck ha iniziato le attività a Milano
Anche le prestazioni erogate presso gli ambulatori mobili sono gratuite.

 

L’intervento in Sicilia

Da fine luglio 2013 i medici e i mediatori di Emergency sono al lavoro in Sicilia per garantire assistenza socio-sanitaria ai migranti che sbarcano sulle coste.

Nel maggio 2015 è stata siglata da EMERGENCY, con il Dipartimento per le Libertà Civili e Immigrazione, una Convenzione quadro con l’obiettivo di supportare le istituzioni territoriali della Regione Sicilia nella gestione degli sbarchi. La Convenzione, estesa il 29.02 fino a ottobre 2016, prevede il supporto di EMERGENCY sia durante le attività di sbarco nei porti di Augusta (SR) e Pozzallo (RG), sia nel Centro d’accoglienza “Villa Sikania” a Siculiana (AG).

A supporto dell’Unità Sbarchi, operano anche i nostri due Polibus.

Siamo inoltre presenti per garantire l’assistenza medica di base nell’ex scuola Umberto I di Siracusa e nel centro per minori non accompagnati di Priolo, in provincia di Siracusa.
Nel team lavorano come sempre i mediatori, per facilitare l’accesso dei migranti ai servizi socio sanitari, grazie a un servizio di orientamento e di accompagnamento per l’accesso al Sistema Sanitario Nazionale.
Bologna

Da agosto 2015 una nostra unità mobile offre servizi di orientamento e consulenza socio-sanitari anche a Bologna.

Napoli

Dal primo settembre 2015 siamo presenti con un ambulatorio anche a Napoli: nel quartiere Ponticelli, vicino al parco comunale fratelli De Filippo, offriamo gratuitamente servizi di medicina di base e di orientamento socio-sanitario per facilitare l’accesso al sistema sanitario a chi ne ha bisogno. È inoltre disponibile un amb
5x1000-blogulatorio infermieristico per iniezioni, controllo parametri vitali, monitoraggio della terapia e medicazioni.
L’ambulatorio lavora in collaborazione con le autorità sanitarie locali; la nostra attività potrà contribuire anche a ridurre gli accessi impropri alle strutture di pronto soccorso, evitando lunghe attese e l’intasamento dei servizi di primo soccorso.
L’edificio che ospita l’Ambulatorio è stato messo a disposizione dal Comune di Napoli; lo abbiamo ristrutturato ed equipaggiato anche grazie al contributo della Tavola Valdese e ai fondi raccolti con la campagna SMS solidale “La salute è un diritto di tutti”.
L’ambulatorio è aperto dal lunedi al venerdi in orario 9:00-13:00 / 14:00-18:00

 

A cura di Mirko Silva – Gruppo Volontari Milano

 

ANNO 2016: Intervista a Paolo – Laureando e Volontario di Emergency

 

Emergency a Milano ? Si, ce lo racconta Paolo

Oggi incontriamo Paolo del Gruppo Volontari Milano di Emergency. Ha 24 anni e nella vita, quando non è impegnato con Emergency, lavora come operatore in un campo profughi per richiedenti asilo a Lecco. E’ un neo-laureato in Scienze Politiche ed ha conosciuto Emergency anni fa a scuola, in terza media,  quando altri volontari erano intervenuti nella sua classe per Raccontare la Pace. Così infatti si chiama il progetto che Emergency porta nelle scuole di tutta Italia. Così appena ha potuto, finite le superiori, è subito entrato anche lui come volontario nell’associazione fondata da Gino Strada e Teresa Sarti. Paolo lavora al Programma Italia e precisamente opera sul Politruck che staziona dall’anno scorso a Milano. Il Politruck è un ambulatorio mobile, montato su di un camion, con all’interno una sala d’aspetto, un bagno, una sala di mediazione e due ambulatori medici. Qui a Milano è operativo in quattro quartieri, dalle 11 alle 18. Il lunedi è in via Odazio (zona sud-ovest), il martedi in Piazza Prealpi (periferia Nord), il mercoledi e il venerdi in via Vitruvio (zona stazione Centrale) e il giovedi in piazza Selinunte (zona San siro).

L’attività del Politruck, racconta Paolo, si rivolge a chiunque abbia bisogno di cure senza distinzioni alcuna e soprattutto a tutte quelle fasce di popolazione (spesso straniera) poco protetta. Si tratta di stranieri senza permesso di soggiorno e di comunitari senza Tessera Europea di Assistenza Sanitaria. Forse non tutti sanno che senza una casa e quindi una residenza non è possibile avere la Tessera Sanitaria.

Lo staff è composto da tre mediatori (di cui uno in lingua araba e uno madrelingua romena le due lingue più parlate dai nostri ospiti), un logista addetto alla manutenzione e alla guida del truck,  un medico e un’infermiera. Ruotano poi intorno al progetto un gran numero di volontari. Si tratta di sanitari, come infermieri e pediatri (che svolgono la loro attività il lunedì e il giovedì pomeriggio), ma anche di circa 50 volontari non sanitari, che si impegnano in moltissime attività. Infatti bisogna accogliere i pazienti, registrarne i dati, nel caso sanificarli, ma anche accompagnarli nelle strutture sanitarie pubbliche. E infine c’è l’outreach, cioè far conoscere il servizio offerto parlando faccia a faccia con quante più persone possibili, battendo proprio per le vie della zona. Le persone che si rivolgono al Politruck sono circa 15 / 30 al giorno, a seconda della zona. Il 10% sono italiani. Questa percentuale a Milano è leggermente più bassa rispetto al resto del paese. La struttura si coordina costantemente con l’ASL per la gestione dei pazienti, perché l’obiettivo del Programma Italia è quello di aiutare il Sistema Sanitario Nazionale e non di sostituirsi ad esso. E questo avviene soprattutto grazie all’opera di intermediazione che svolge Emergency tra i pazienti e il SSN. Ci spiega Paolo che l’italia garantisce le cure a tutte le persone presenti nel territorio siano esse con o senza documenti. La grande difficoltà sta però nell’accedere poi concretamente a questo diritto, sia per problemi di lingua sia per mancanza di conoscenza dei propri diritti e dei meccanismi burocratici che regolano questi servizi.

Paolo ha avuto, ci racconta, la fortuna di collaborare con il progetto sin dal suo primo giorno di attività, il 3 agosto 2015. Per 6 mesi tutti i giorni e tutto il giorno ho svolto attività sul Politruck. Prima da volontario, poi come coordinatore dei volontari e infine come stagista mediatore. Le giornate erano molto impegnative e il lavoro non terminava alle 18, con la fine delle attività sanitarie. La struttura richiede infatti una doppia manutenzione. Come camion e come ambulatorio.  E viene sempre sanificata prima e dopo le attività giornaliere. Sanificazioni, presa in carico di pazienti, accompagnamenti, interviste introduttive erano tutte attività da mediatore che andavano ad unirsi a quelle di coordinatore del gruppo di volontari. Paolo vuole citare e ringraziare particolarmente Sara, volontaria instancabile che gestisce il back- office e tutte le turnazioni dei volontari. E’ proprio grazie al suo prezioso lavoro che Paolo ha potuto concentrarsi sulla formazione dei volontari in loco. Paolo ora lavora a tempo pieno, nel campo profughi di Lecco, quindi il suo impegno sul Politruck è calato. Ma ci dice che almeno un turno a settimana cerca di farlo, per rimanere in contatto con il progetto. Mentre Sara continua a svogere il suo incredibile lavoro di gestione quotidiana dei volontari, che ormai sono un gruppo affiatato e funzionale. Il momento più intenso Paolo l’ha vissuto quando, lo scorso agosto, svolgendo l’attività di outreach in un mercato rionale, ha avvicinato un ragazzo di colore che, dopo averlo ascoltato attentamente, gli ha chiesto se era la stessa Emergency che opera nel suo paese, il Sudan, perché la sorellina era stata appena curata proprio nel Centro Pediatrico presente a Port Sudan. Avuta la conferma, commosso lo ha ringraziato. Paolo ci spiega che lui ha avuto la fortuna di vedere e toccare con mano l’eccellenza che contraddistingue l’associazione. L’attenzione maniacale a ogni singolo caso e la caparbietà per portare a termine l’iter sanitario del paziente. Da volontario ha avuto poi la bellissima conferma che i soldi raccolti per l’associazione sono spesi nel modo più attento possibile e rispettoso del grande lavoro fatto per raccoglierli.

Salutiamo Paolo, ringraziandolo per averci donato la sua testimonianza diretta di come opera Emergency, ma soprattutto per come ha deciso di dedicare gran parte della sua giovane vita al bene comune. E un grande grazie anche ad Emergency!

 

 

Programma Italia, seguendo il Politruck in Via Odazio

(per motivi di privacy i nomi delle persone citate sono di fantasia)
Sul marciapiede accanto alla biblioteca di Giambellino c’è un tappeto di foglie gialle, le ha perse il grosso tiglio sotto la cui ombra il Politruck di Emergency ha posto il suo ingresso. È tarda mattina e nel piazzale antistante la via Odazio, tre ragazzini giocano a baseball, si lanciano una lattina accartocciata alternandosi nel tentativo di prenderla al volo con il manico di una scopa; poco più in là, alcune donne con veli arabi chiacchierano sedute su un muricciolo, una di loro spinge avanti e indietro una carrozzina, le altre tengono d’occhio i figlioletti che si rincorrono su uno scivolo.
emergency_poli-400x255Come ogni lunedì l’ambulatorio mobile è arrivato intorno alle dieci del mattino e ora è nel pieno dell’attività. Nella sala d’attesa approntata all’aperto con sedie pieghevoli, due marocchini aspettano il loro turno. Manlio, un volontario di Zona 1, è seduto davanti al tavolino e annota il nominativo dell’ultimo arrivato, un signore dai capelli bianchi vestito con una giacca azzurra e una cravatta scura. È Cesar, uno dei tanti personaggi che girano abitualmente per il quartiere: per il modo impeccabile di vestire si discosta abbastanza dai rom della zona, anche se poi come altri finge di non capire l’italiano e pretende di salire subito sull’ambulatorio. Manlio, pazientemente, lo invita a sedere e intanto fa un cenno a Lucio, il logista – sta rientrando in quel momento dalla lavanderia con i camici freschi di bucato.“Puoi dire a Sandro di scendere per un triage?”, gli chiede Manlio. Lucio risponde con uno dei suoi sorrisi enigmatici mentre sale le scale. Oltre al logista e ai tanti volontari che ruotano per l’accoglienza, l’equipaggio del Politruck prevede sempre almeno due mediatori culturali, un medico e un infermiere. Oggi poi – come avviene anche il giovedì in piazza Selinunte – è previsto nel pomeriggio l’arrivo di un pediatra e di un secondo infermiere. Passano due minuti e Sandro in camice bianco scende la scaletta. Prende da parte Cesar e, mentre tira fuori dal taschino un pacchetto di sigarette, fa una rapida anamnesi medica. Dopo aver segnato l’ok sul registro, indica al nuovo paziente di sedere accanto ai due marocchini, poi si sposta sotto il tiglio e accende una sigaretta. Rassegnato ad aspettare come gli altri, Cesar rimane in piedi accanto al tavolino. Manlio gli sorride, poi si volta verso Sandro e gli dice: “Sembri un calzolaio con le scarpe bucate”. Sandro annuisce. “Dici che faccio cattiva pubblicità alla mia professione? Sì è vero devo smettere, ma se togli il fumo a un infermiere cosa gli resta?” Anche se espressa diversamente, la risposta ricorda a Manlio quanto detto tempo prima da Roman, un altro infermiere del Politruck. “Una sigaretta dopo un lavoro ben fatto non si nega a nessuno”. Roman ha lavorato per il Programma Italia in primavera, era rientrato da una missione al Complexe Pédiatrique di Bangui e dopo un paio di mesi a Milano ha chiesto e ottenuto di partirenuovamente per la Repubblica Centrafricana.Attraverso i suoi occhi si scorgevano segni indelebili di quell’esperienza da cui non riusciva a staccarsi, tanto che quando parlavi con lui mentre fumava una delle tante sigaretta, Roman era capace di portarti con le parole direttamente per le strade di Bangui.

A guardare Sandro si è certi che prima o poi anche lui andrà in missione, all’estero o magari in Sicilia, sempre per il Programma Italia a prestare soccorso agli sbarchi come già hanno fatto Mirna ed Elena, dottoressa e infermiera che hanno coperto l’attività del Politruck per buona parte dello scorso anno. In via Odazio, Emergency assiste numerosi pazienti ogni lunedì. In buona parte si tratta di rom o immigrati più o meno regolari, ma alle volte capitano anche italiani con difficoltà economiche o persone che più banalmente non riescono a districarsi nel dedalo amministrativo della sanità pubblica. Per ognuno di loro c’è l’ascolto da parte di professionisti qualificati, persone in grado di curare, o quantomeno di avviare un percorso volto alla soluzione di problematiche medico-sanitarie a volte anche complesse. I volontari adibiti all’accoglienza come Manlio, respirano questo e altro. Sono direttamente a contatto con l’attività del Programma Italia e hanno anche la possibilità di osservare con i loro occhi la vita dei quartieri in cui Emergency opera a Milano: oltre al Giambellino, ci sono Piazza Prealpi in Cagnola, Via Vitruvio in Centrale e Piazza Selinunte in San Siro.

Capita di trovarsi a parlare con un anziano manovale finito a vivere per strada dopo aver scoperto che alcuni ex datori di lavoro non gli hanno mai pagato i contributi, oppure di ricevere degli intensi grazie da parte di donne che hanno portato il bambino in visita dal pediatra. O ancora, di trascorrere ore a chiacchierare con pensionati che hanno voglia di passare il tempo. Ogni lunedì, un restauratore milanese di ottant’anni, Renato, passa a salutare Manlio. È venuto la prima volta per un inguaribile male al collo. Lamentava che il medico di base non era stato in grado di aiutarlo. Il male al collo non è passato neanche dopo la visita sul Politruck, soprattutto perché Renato non segue le indicazioni dei dottori. Da allora però si ferma ogni volta almeno una mezz’ora e siede accanto a Manlio, gli racconta della moglie, “la Padrona”, rimasta in casa a guardare la TV, oppure di come restaurava i mobili antichi di proprietà del Policlinico. O ancora, afferma di ricordare quando aveva tre anni e ascoltava la nonna maledire Mussolini mentre arringava la folla in città. Renato non si è ancora visto oggi, ma certo non tarderà a passare. Intanto però nel piazzale i tre ragazzi hanno smesso di lanciarsi la lattina accartocciata e sono tornati al loro gioco preferito: armati di fionde inseguono gli uccelli e cercano di colpirli, non è raro che riescano nel loro intento. La settimana scorsa, un piccione con un’ala spezzata ha lasciato una scia di sangue sul prato. Raggiunto il marciapiede, ha zampettato fino a rifugiarsi sotto al Politruck, anche lui in fondo cercava cure, un riparo contro la crudeltà di cui alle volte è capace il mondo.

(testo a cura di Marco Fosci, Volontario Milanese di “Emergency”)

ANNO 2015: Emergency Day sostiene Programma Italia

 

Nonostante sia un diritto riconosciuto, anche in Italia il diritto alla cura è spesso un diritto disatteso: migranti, stranieri, poveri spesso non hanno accesso alle cure di cui hanno bisogno per scarsa conoscenza dei propri diritti, difficoltà linguistiche, 1marghera-300x192-minincapacità a muoversi all’interno di un sistema sanitario complesso. Da questa consapevolezza nasce In Italia il Programma Italia di Emergency che  ad oggi  ha offerto oltre 165.000 prestazioni (dato al 31 dicembre 2014).

Nel 2006 Emergency ha aperto in Sicilia, a Palermo, un Poliambulatorio per garantire assistenza sanitaria gratuita ai migranti, con o senza permesso di soggiorno, e a tutti coloro che ne abbiano bisogno.

Un secondo Poliambulatorio ha iniziato le attività a Marghera (VE) a dicembre 2010; a luglio 2013 sono iniziate le attività del Poliambulatorio di Polistena (RC) e nel 2015 il Programma Italia si è ampliato con l’Ambulatorio a Castel Volturno (CE) e l’Ambulatorio a Napoli.

A metà dicembre 2012 Emergency ha aperto a Sassari uno sportello di orientamento
socio-sanitario. Locandina-per-Sito-Milano.fw_-218x300-minCinque ambulatori mobili portano assistenza sanitaria dove più c’è bisogno. Da luglio Programma-ITALIA_dic2014-212x300-min

2013, i nostri medici garantiscono assistenza sanitaria ai migranti che sbarcano sulle coste del sudest siciliano.

Due unità mobili offrono Informazione e prevenzione per le prostitute che lavorano nel casertano (dal 2014) e servizi di orientamento socio-sanitario a Bologna (dall’estate 2015). A eccezione di alcune figure che garantiscono la continuità e l’organizzazione del servizio, lo staff del Programma Italia opera a titolo gratuito.

Per supportare al meglio economicamente il progetto i circa 300 volontari di Milano e provincia hanno realizzato anche quest’anno un evento di Raccolta Fondi che ha prodotto circa 60.000 euro lordi e 47.000 euro netti  attraverso spettacoli musicali e teatrali , mostre, attività sportive, attività per bambini, conferenze di pace e molto altro.

Ancora un grandissimo grazie a Guna che con il suo ormai consueto supporto ci ha permesso di coprire gran parte dei costi senza i quali non sarebbe stato possibile organizzare l’evento.

Per assicurare in modo tempestivo cure mediche a chi ne ha bisogno, Emergency ha allestito cinque ambulatori mobili: due Polibus, due Minivane, un Politruck. Gli ambulatori mobili prestano servizio per periodi definiti in aree a forte presenza di migranti, come le aree agricole, i campi nomadi o i campi profughi.

Le prestazioni erogate presso gli ambulatori mobili sono gratuite. Da aprile 2011, Emergency ha effettuato oltre 39.000 visite sugli ambulatori mobili (dato al 31 dicembre 2014).

 

 

 

l’intervento a Milano

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Ad agosto 2015 il Politruck ha iniziato le attività a Milano, dove offre assistenza sanitaria di base e servizi di orientamento socio-sanitario alle persone in stato di bisogno nelle zone Lorenteggio/Giambellino, piazza Prealpi, via Vitruvio/Stazione Centrale e San Siro.

L’ambulatorio mobile lavora in collaborazione con il Comune di Milano e con la ASL cittadina.
 

 

ANNO 2014: Emergency Day sostiene Centro maternità di Anabah in Afghanistan

 

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Emergency Day è una giornata di festa dell’Associazione ed è volta a promuovere i valori, gli obiettivi, le attività e la cultura di pace di cui essa si fa promotrice. L’evento è organizzato – in prossimità degli stabilimenti GUNA – con cadenza annuale dai volontari dell’Associazione, si svolge all’interno del territorio della città di Milano e consiste in un insieme di attività rivolte a un pubblico eterogeneo. Emergency-day-programma-bambini-minLe attività in programma sono focalizzate sugli argomenti cari e legati all’associazione: il diritto alla salute, alla qualità della vita, l’educazione alla salute e la prevenzione, come la cultura di pace e il rispetto dei diritti. Per l’organizzazione della giornata dell’Emergency Day i volontari si avvalgono della collaborazione di aziende, associazioni e privati che con il loro sostegno economico aiutano l’Associazione a coprire i costi vivi e a massimizzare la raccolta di fondi. Le donazioni effettuate durante l’Emergency Day vengono destinate al finanziamento del Centro pediatrico e Centro maternità di Anabah in Afghanistan. GUNA è intervenuta anche quest’anno per far fronte ai pagamenti di una parte dei costi vivi dell’organizzazione della Festa, così da permettere a Emergency di poter utilizzare l’intero importo della raccolta fondi per le proprie attività sociali, senza venir gravati da spese.

 

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In questo documento è riassunta brevemente la missione di Emergency
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In questo documento viene illustrato il progetto per il quale sono stati raccolti fondi durante la festa di Emergency