Mad Pride: orgoglio matto!

2016

 

Mad Pride/Cose da Pazzi” è un progetto che coinvolge buona parte della rete nazionale degli utenti e degli operatori della salute mentale, con l’ambizione di estendersi gradatamente alla rete internazionale. Attualmente collabora con Mad Pride France, Mad Pride Toronto e Mad Pride UK. Il progetto nasce da un’idea originale, maturata all’interno di un gruppo di auto-aiuto di pazienti in psicoterapia presso l’ASL 1 di Torino, ed è gestito dai pazienti stessi, in collaborazione con gli operatori sanitari.

DSC_0891-min“Mad Pride” è una manifestazione per la difesa dei diritti dei “diversamente normali”. Il disagio è tra noi, e solo chi ha frequentato un gruppo di mutuo-aiuto può essersene reso conto: i membri del gruppo sembrano così normali nella loro “diversità”… ma quanti come loro vi sono per le strade, psicologicamente “malati” senza saperlo? Quanto disagio ci portiamo addosso, nella nostra vita di tutti i giorni, senza neppure rendercene conto? Molti di noi, cittadini “normali” faticano però a chiedere aiuto, perchè il “pazzo” è sempre l’altro… Mad pride sogna invece “pazzi” orgogliosi di essere tali, e soprattutto persone normali che comprendano che siamo tutti “un po’ pazzi”, e che chiedere aiuto per vivere meglio la propria diversità o per superare un temporaneo momento di difficoltà psicologica non significa necessariamente “etichettarsi” come “matti” per tutta la vita. L’iniziativa, avviata nel 2011 e proseguita di anno in anno fino ad oggi, prevede una settimana di eventi di discussione e dibattito nonché un corteo in centro città, pacifico e colorato, che ha per simbolo una girandola. La girandola è “preda” dei venti come i matti sono preda delle loro follie, si muove grazie al loro soffio ma non per questo è priva d’identità. Inoltre la girandola del “Med Pride” ha i “petali” multicolori, una confusione di cromie che ricorda un po’ quella della psiche di tutti noi, ma che è anche un inno alla difesa della diversità.

Il progetto prevedeva originariamente la realizzazione – con l’aiuto di un fornitore che prenda a cuore l’iniziativa – delle vere girandole colorate: suonando ai campanelli dei palazzi lungo il tragitto del corteo, le girandole sarebbero state donandole ai residenti, con l’invito a esporle subito sul balcone.DSC_0213-min Inoltre, i partecipanti alla manifestazione avrebbero potuto costruirsi una girandola costruita con le proprie mani, contaminano le tranquille case borghesi e sollecitando l’attenzione della cittadinanza su un problema reale spesso occultato: il balcone è quella parte del focolare domestico che si affaccia verso la strada, quindi verso la vita… quale luogo simbolico migliore per “mettere in piazza la pazzia” se non il balcone di casa…? Con il supporto del Ministero Pubblica Istruzione, avremmo voluto sollecitare gli organizzatori a coinvolgere le scuole in un laboratorio pedagogico sotto un tendone: “disegna la pazzia, quella Tua o quella di qualcun’altro”. Psichiatri e psicologi potrebbero commentare sul posto – in modo “leggero”, divertente e appassionante – i lavori dei bambini/ragazzini, trasmettendo quindi messaggi positivi alle nuove generazioni circa questo particolare tipo di disagio. Un altro aspetto del progetto che avremmo voluto veder realizzato erano delle

DSC_0915-min

interviste a dei “pazzi normali”, ovvero persone che hanno avuto il coraggio di chiedere aiuto per risolvere piccoli o grandi problemi, facendo un utile percorso di analisi psichica senza per questo doversi sradicare dalla normalità della vita di tutti i giorni e senza finire vittime dello stigma, perché chiunque dovrebbe chiedere supporto, se ritiene di averne necessità, ed essere un po’ pazzi pur essendo normali è certamente possibile… Purtroppo questa tranche di idee non ha ancora trovato stimoli e impulsi sufficienti a vedere la luce.

“Matti a Cottimo” – progetto di lavoro del Torino Mad Pride – ha un altro ambizioso obiettivo, anch’esso sostenuto da GUNA: documentare con riprese video quanto di nuovo si muove in Italia in ambito di salute mentale. Si chiama “Dialogo Aperto”, è un approccio che giunge dalla Finlandia, ha già messo radice in vari paesi del mondo e ora sta arrivando anche in Italia, grazie ad un progetto dei Dipartimenti di Prevenzione di alcune Asl Italiane, tra cui quella di Torino. Il dialogo aperto è un nuovo approccio alle problematiche della salute mentale che si caratterizza per una modalità di intervento orizzontale: non ci sono esperti in grado di somministrare soluzioni, ma sistemi di relazioni capaci di trovare al loro interno le “soluzioni” che occorrono. La sofferenza mentale viene affrontata non più come un problema individuale ma come espressione del malessere di un DSC_0171-minsistema di relazioni, dunque solo all’interno di quel sistema è possibile rintracciare, sostenendole, le risorse che possono consentire una guarigione e il crearsi di un nuovo equilibrio.

L’intervento vede il coinvolgimento di tutte le persone significative per colui/colei che mostra sofferenza, siano essi familiari, amici o altre figure, e si svolge presso l’abitazione dell’interessato, evitando il crearsi di uno stigma legato al doversi recare presso i servizi psichiatrici o in ospedale. L’impiego di farmaci è ridotto al minimo, nel tentativo di comprendere i sintomi che chi soffre manifesta, invece di metterli velocemente a tacere. Si registrano remissioni complete dei sintomi in più dell’80% dei casi trattati, secondo i dati di ricerca finlandesi. Ma in Italia? Sarà possibile ottenere gli stessi risultati? Come applicare questo approccio anche da noi? Fin dal mese di dicembre 2015 è iniziato un percorso di formazione che vede coinvolti operatori della salute mentale sia a Torino che a Roma e formatori provenienti dalla Finlandia. Grazie al sostegno di GUNA, la squadra video di Matti a Cottimo ha documentato il processo di cambiamento in atto, attraverso riprese video dei momenti formativi, interviste ai formatori e ai partecipanti, al fine di realizzare un documento video che possa testimoniare come il Dialogo hallcohen1Aperto sia in grado di trasformare in primis il modus operandi degli operatori stessi… In definitiva, l’intero articolato progetto è di per se un “appello”: si desidera “manifestare” per trasmettere il messaggio che l’unico sentiero in grado di portare veramente alla felicità, è la libertà. Anche – perchè no – la libertà di essere pazzi!

Nel corso dell’anno scorso, il Mad Pride, grazie al prezioso apporto delle squadre di “Matti a Cottimo”, in collaborazione con la “Rete Italiana Noi e le Voci” e con gli organizzatori della settimana della salute mentale “Robe da matti”, ha realizzato un’altra importante iniziativa: un Workshop sulla Recovery con la partecipazione di Oryx Choen e Will Hall.

Al workshop, che si è tenuto il 28 ottobre a Torino, hanno partecipato circa 80 persone (con diretta esperienza di problemi di salute mentale o di esperienze considerate inusuali, famigliari, operatori dei Servizi di salute mentale e del privato sociale e studenti) in un clima di rispetto reciproco e di partecipazione attiva.hallcohen4

Sono stati affrontati i seguenti temi: differenti modelli e prospettive in salute mentale, la storia personale di Will e Oryx, cosa causa la psicosi/malattia mentale, cosa è importante per guarire e cosa non serve. E’ stato dedicato uno spazio ampio al difficile tema degli psicofarmaci partendo da una posizione “nè pro nè contro i farmaci”: abbiamo ragionato insieme su come funzionano i farmaci, come possono essere utili e anche pericolosi, quale potrebbe essere una prospettiva di riduzione del danno. g2993Will e Oryx hanno messo in scena coinvolgendo il pubblico il dialogo tra un paziente e il medico dove il paziente cercava di convincere il medico a supportare il suo percorso di riduzione dei farmaci. Hanno anche messo in scena, con serietà e leggerezza, l’incontro tra una persona in crisi e chi cercava di fornire aiuto.

 

 

Anche nel 2017 il progetto ha avuto seguito, con una serie assai articolata di eventi, con lo slogan “Sempre più matti, sempre più orgogliosi!”. 

La voce della “salute mentale”: Radio City Milano

Radio City Milano rappresenta la biodiversità delle radio italiane: trovate i grandi network e le piccole web-radio, le star dell’etere e gli ospiti internazionali, le vecchie glorie e i campioni del futuro. Ci sono le radio della salute mentale e quelle delle università, le radio locali e quelle dei grandi gruppi editoriali, come ha dichiarato Filippo Solibello, Direttore artistico del festival.

Radiocity-milano-min

Il contributo di Guna ha inoltre consentito a Radio City Milano di stampare e distribuire 20.000 programmi con l’intero palinsesto della manifestazione. GUNA ha altresì prodotto un videoclip dedicato al primo raduno nazionale delle Radio della Salute Mentale. Oltre 20 emittenti e 150 fra speaker e addetti ai lavori si sono infatti incontrati a Radio City Milano per il primo raduno nazionale delle radio della Salute Mentale. Ospite d’onore, Peppe Dall’Acqua vero punto di riferimento del movimento; l’assessore Pierfrancesco Majorino ha dato il benvenuto ai responsabili delle radio.

Il tema della salute mentale è molto caro a Guna che negli anni passati aveva sostiene anche altri progetti su questa tematica, come ad esempio il “Mad Pride/Robe da Matti”

 

Nel 2018 ROBE DA MATTI è ormai alla sua V Edizione, e GUNA, come da tradizione, prosegue nel sostegno alla Kermesse torinese. Le iniziative si sono susseguite ininterrotte dall’8 al 14 ottobre, tantissimi i temi trattati:

  • la mostra fotografica e convegno “DOVE SONO FINITI I SOGNI DI BASAGLIA”
    il flash mob “COSA FA UNO SCHIZOFRENICO IN PANCHINA NON + MORTI x TSO”
  • il Workshop per avvocati e professionisti dei diritto dal titolo “AVVOCATI PER LA FOLLIA/CONOSCERE PER CAMBIARE” 
  • presso i Magazzini di Gilgamesh, l’esibizione del gruppo musicale “PSICANTRIA in Concerto”
  • la mattinata sportiva non competitiva “CORRI O CAMMINA VERSO LA SALUTE MENTALE”
  • “READING”, con Pierpaolo Capovilla che ha letto Antonine Artuad
  • un altro Reading alla Libreria Il ponte sulla Dora dal titolo “LE CONFERENZE BRASILIANE” 
  • “CINEMA”, con proiezioni dei film “Qualcuno volò sul nido del cuculo”, “Seraphine”, “Matti da slegare”, “Scemi di guerra”
  • “TEATRO” Per Luciano, ovvero uno studio sulla pazzia, una rappresentazione teatrale che narrava le vicende  di Luciano Pavese
  • il Workshop “PARLANDO DI PSICHIATRIA”
  • le conversazioni con Eugenio Borgna della Facoltà di Psicologia “FOLLIA, SORELLA SFORTUNATA DELLA POESIA”
  • “Porte aperte al’ALMM”, con l’iniziativa Disegnamo a fumetti – Trucco e maquillage, I laboratori de “La bottega delle Possibilità”
  • …e infine, la festa di chiusura “Matto, voce del verbo Uomo”!