Creare salute negli slum di Nairobi: l’avamposto di padre Kizito

DSC_0724I prodotti GUNA sono presenti in 30 paesi del mondo: anche per questo, l’azienda percepisce una responsabilità sempre più globale nell’indirizzare i propri sforzi per “creare oasi di salute”.

Lo slum di Kibera é situato a circa 7 chilometri a sud-ovest del centro di Nairobi, nel distretto di Langata. La baraccopoli copre approssimativamente 250 ettari di terra e consiste in 13 settori o “villaggi”. É abitata da circa 800.000 persone, anche se le stime variamo molto; é considerata la piu’ grande baraccopoli nell’Africa a sud dell’equatore. Il nome di Kibera deriva da una parola nuba, Kibra, che significa foresta o giungla.

Oggi Kibera é un insediamento multietnico, in cui residenti di diverse etnie vivono in condizioni di estrema povertá. Circa il 94% delle famiglie non usufruisce delle strutture di base che assicurano una sicura e normale vita sociale; poiché viene considerato un insediamento illegale, non sono previsti fondi governativi per i servizi di base come la sanitá o provvedimenti per la pulizia dell’acqua. Circa il 90% delle malattie dello slum sono causate dal sovraffollamento e dalle condizioni sanitarie disastrose. La spazzatura e i rifiuti umani sono abbandonati ovunque, raccolti in semplici fosse o in fogne a cielo aperto.

La maggior parte dei residenti di Kibera vive sotto il limite di sussistenza, sopravvivendo con meno di 10 dollari al mese; viene sfruttata dai proprietari delle case (per lo piú costruite con fango e lamiere) che pretendono affitti alti; vive in condizioni difficili con salari minimi grazie a business informali o commerci su piccola scala con profitto minimo, se non addirittura nullo. Il governo non ha creato condizioni di lavoro e l’economia non favorisce lo sviluppo autonomo di attivitá; questo costringe le persone ad escogitare accorgimenti illegali per sopravvivere.

Kibera é un territorio molto insicuro: passa a stento una settimana prima che qualcuno non venga ucciso, mutilato o ferito. Le varie attivitá illecite, in particolare furti con scasso, agguati e scippi alle persone che rientrano tardi la sera, non vengono denunciate. La maggior parte delle persone vive in uno stato di paura per l’assenza di luci durante la notte e perché le case non hanno strade sicure, al contrario conducono in vicoli e angoli bui molto rischiosi.

Non c’é inoltre all’interno dello slum una stazione di Polizia dove il crimine possa essere immediatamente denunciato; in ogni caso i rapporti con la polizia sono temuti dai residenti a causa dell’alto livello di corruzione.

DSC_0776Sono presenti su tutto il territorio di Kibera, 37 scuole che in totale accolgono circa 3.800 bambini. Alcune di queste scuole sono sostenute da ONG e hanno programmi di sostegno che comprendono un programma di alimentazione – per la maggior parte dei bambini, esso rappresenta l’unico pasto della giornata -, assistenza medica in quanto non ci sono strutture sanitarie mediche governative che si prendono cura dei minori, screening dei bambini sieropositivi o con HIV per ricevere cure e attenzioni specifiche, uniformi e altri vestiti poiché i genitori, o chi per essi, non sono in grado di procurarne, counselling specifico per i bambini orfani, libri di testo e materiale da cartoleria.

La principale ragione che spinge i bambini sulla strada é la fame, aspetto che si accompagna, frequentemente, ad una situazione di degrado tra le mura domestiche.

Le droghe di cui i bambini maggiormente abusano sono la colla, la benzina, la marijuana e un mix di sonniferi. La colla attutisce la fame, aiuta a sopportare meglio il freddo, fa compiere azioni per i quali i bambini non si sentirebbero all’altezza ma allo stesso tempo provoca dipendenza e danneggia il sistema nervoso. I bambini di strada soffrono di infezioni della pelle, malattie respiratorie, infezioni intestinali (malnutrizione), riportano ferite in tutto il corpo che si infettano velocemente. Le strutture pubbliche sanitarie raramente offrono loro un trattamento adeguato, spesso li respingono. Un altro problema correlato ai bambini di strada é la prostituzione e anche una vita sessuale attiva per ragioni legate al piacere, ai riti di iniziazione, al lavoro, al bisogno di essere accettati e come conseguenza delle relazioni di potere all’interno del gruppo. Questo aspetto é strettamente connesso a quello delle malattie sessualmente trasmissibili (STD).DSC_0759

La ONG “Koinonia”, creata e gestita dal missionario comboniano Padre Kizito, gestisce tre case per ex-bambini di strada ai quali offre un ambiente familiare ove poter crescere prestando attenzione all’educazione di tutti gli aspetti della loro persona; viene garantita la frequenza scolastica e/o l’acquisizione di istruzione tecnica secondo le inclinazioni individuali, in vista dell’inserimento nella vita civile del Paese. Complessivamente le tre case possono ospitare 60 bambini (Kivuli e Tone La Maji) e 35 bambine (Anita’s Home).

GUNA sostiene attivamente questi interventi di Padre Kizito negli slum di Nairobi, coprendo una parte delle risorse necessarie per il mantenimento dei bambini nelle case famiglia e pagando un intero anno di bollette di corrente elettrica per il funzionamento di un grande pozzo di acqua potabile.

La carenza cronica di acqua salubre è infatti un altro grave problema negli slum kenioti, in quanto l’acqua inquinata è un vettore primario per la trasmissione di malattie anche gravi, che ovviamente tendono ad aggredire i bambini di strada, che hanno un sistema immunitario già gravemente compromesso.

DSC_0737-minA Padre Kizito sono anche state inviate 300 dosi di “Proflora“, l’integratore GUNA per la profilassi intestinale, particolarmente indicato nelle zone del mondo molto calde e umide.

 

 

 

 

 

 

 

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