Il lavoro e la vita…sono violenti?

LA GIORNATA DELLA NON-VIOLENZA IN AZIENDA

GUNA ha da sempre presente nel proprio DNA il concetto di “non violenza” e per dare la giusta importanza a questa tematica ha istituito – prima azienda al mondo – la figura del “Peace Manager”, nella persona di Antonella Zaghini, membro dello staff di Presidenza, impegnata sia come “garante etico” per dirimere eventuali controversie tra collaboratori, sia come organizzatrice di eventi aziendali sul tema della non violenza.

 

Dopo la partecipazione nel 2010 alla straordinaria esperienza della Marcia Mondiale per la Pace e la Nonviolenza, con l’organizzazione nel 2010 di “Facciamo la Pace”, il primo concorso nazionale sulla non violenza nelle scuole, Antonella è stata incaricata di prendere in carico l’organizzazione, della “Giornata della Non Violenza in Azienda”, che da allora prosegue ininterrotta ogni anno, il 2 ottobre, data dal forte connotato simbolico, in quanto anniversario della nascita del Mahatma Gandhi.

L’idea alla base del progetto è dimostrare – tramite lezioni teoriche di autorevoli relatori, ogni anno differenti, ma anche tramite laboratori “pratici” – come i concetti apparentemente “alti” della pace e della non violenza possono essere invece declinati efficacemente nella vita di tutti i giorni, per risolvere controversie in ufficio come anche a casa, migliorando la qualità della vita di tutti noi…

 

Ospite d’eccezione della giornata della Non violenza è stato nel 2012 Padre Kizito Sesana, missionario comboniano con una straordinaria esperienza “in prima linea” negli “slum”, le pericolose baraccopoli delle capitali dell’Africa orientale, che ha fatto dell’aiuto al prossimo, specie dei più deboli, un vero e proprio scopo di vita. La testimonianza del pastore è stata importante per poter trarre ispirazione dalla sua attività quotidiana ad esempio a Nairobi, dove circa 800.000 persone – tra cui molti bambini – vivono in baracche di metallo ammassate a perdita d’occhio, in condizioni igieniche estreme e sotto la costante pressione della criminalità organizzata.

Rispondere alla domanda “La medicina, oggi, è violenta…?” è stato l’argomento dell’incontro del 2013: un tema di forte interesse, considerata la missione industriale di GUNA. Numerosi gli ospiti d’eccezione che hanno risposto all’importante quesito, riflettendo sulle differenze tra il paradigma medico occidentale e l’approccio olistico dell’azienda: Paolo Roberti di Sarsina, uno dei più noti esperti di Medicine Non Convenzionali in Europa, membro del comitato editoriale delle più importanti riviste scientifiche di settore; Federico Fioretto, esperto di non violenza e studioso della vita e delle opere di Gandhi; Leonardo Previ, Docente di Gestione delle Risorse Umane all’Università Cattolica di Milano e facilitatore del metodo “Lego Serious Play”: l’evento ha fatto riflettere i partecipanti sulle strategie terapeutiche proposte dall’azienda, “non violente” per definizione, in quanto concentrate sulla prevenzione delle malattie più che sulla soppressione del sintomo, e su come affrontare la quotidiana vita di ufficio, sviluppare un clima sereno e rilassato con i colleghi di lavoro e con i superiori, ma anche con familiari e amici, secondo i principi della “Non Violenza” gandhiana.

L’incontro del 2014 ha fornito spunti per cercare di rispondere a una domanda: i principi alla base della non violenza – apparentemente “alti”, e legati a grandi battaglie di civiltà – sono anche applicabili alla vita quotidiana di ognuno di noi?

Ospiti d’eccezione, sono stati l’Ambasciatore Giulio Terzi di Sant’Agata, già Ministro per gli Affari Esteri, che si è soffermato sull’evoluzione del pensiero del Mahatma e sulla possibilità per l’uomo contemporaneo di raccoglierne concretamente l’insegnamento, mediante l’affermazione di un’autocoscienza collettiva destinata ad affermare la verità come valore essenziale assoluto rispetto alla menzogna, e Alberto Pennella, giovane ricercatore impegnato in un progetto che GUNA ha sostenuto concretamente per alcuni anni, finalizzato alla gestione della paura psicologica derivante dalla guerra, a Herat, in Afghanistan, zona di bombe e di dolore.


Nel  2015 in occasione di EXPO, nell’ambito del Salone della CSR presso l’Università Bocconi si è svolto l’incontro aperto al pubblico, dedicato alla “CSR scomoda” dal titolo “Dialogo interreligioso: dall’ascolto alla responsabilità condivisa” con l’intervento e dibattito di Alessandro Pizzoccaro, Presidente GUNA S.p.a.; Giorgio del Zanna, Comunità di Sant’Egidio; Roberta Passerini, rappresentante Istituto Kunpen Lama Gangchen; Rassmea Salah, mediatrice culturale e islamologa e Pierfrancesco Majorino, Assessore Comune di Milano (in attesa di conferma) e, in veste di moderatrice, Karin Fischer, esperta in sostenibilità ambientale.


Il Salone della CSR ha volto quindi lo sguardo con questo incontro verso “Dialog Milano”, un’iniziativa sostenuta concretamente da GUNA e nata durante i sei mesi di Expo: la prima sala multifunzionale di meditazione, preghiera e raccoglimento in Italia, per tutte le religioni, nonché uno spazio finalizzato a promuovere incontri e conferenze a carattere interreligioso su alcune tematiche di particolare rilevanza nel panorama contemporaneo, riflettendo su come l’introduzione dell’elemento della “violenza vissuta in prima persona”, all’interno di percorsi di dialogo tra persone e organizzazioni, possa pregiudicarli irrimediabilmente.

L’edizione 2016 della Giornata della Non Violenza ha visto i dipendenti GUNA coinvolti attivamente nel programma educativo per adulti Serious Play”® inventato dalla fabbrica di giochi LEGO®, e gestito in Italia da validi sociologi delle migliori Università. E’ un metodo che attraverso l’uso giocoso del celebre “mattoncino” si rivela efficace per stimolare le dinamiche di gruppo, grazie a tecniche di comunicazione e linguaggio volte a facilitare e agevolare i processi decisionali e di problem solving attraverso appunto la realizzazione di modelli tridimensionali con i mattoncini LEGO®.

Il momento di gioco e di riflessione “non convenzionale” aveva lo scopo di rispondere a questo interrogativo: “Come possiamo essere davvero ‘non violenti’ in GUNA, sul nostro posto di lavoro e con i colleghi…?”

Il 2 ottobre 2017 presso la sede di Via Palmanova 69 si è svolto un altro incontro rivolto ai propri dipendenti e collaboratori, aperto anche al pubblico esterno, per riflettere sulla maniera in cui i principi alla base della non violenza siano applicabili anche alla vita e al lavoro quotidiano: ospite d’eccezione è stato  Don Antonio Mazzi, Presidente della Fondazione EXODUS, che ha portato con sè  anche alcuni volontari della Fondazione per raccontare le proprie esperienza personali in alcuni importanti progetti svoltisi sul territorio. I collaboratori GUNA al termine dell’incontro hanno discusso i progetti, e poi votato quello considerato più affine alla sensibilità aziendale: a seguito di questa decisione, l’azienda ha erogato un contributo concreto per il sostegno del progetto.

GUNA spa nel 2018 ha invitato il fotoreporter internazionale Stefano Schirato  a incontrare i dipendenti e presentare alcune sue opere: è stata infatti allestita presso la sede di via Palmanova 69 una mostra che raccoglie i migliori scatti dell’autore sul dramma della “Terra dei fuochi”.

L’artista ha selezionato 25 immagini iconiche che mettono a nudo il degrado del territorio e le pressioni camorristiche, mostrando le condizioni in cui bambini, donne e uomini sono costretti a vivere ogni giorno in quella zona d’Italia, un’area di 55 municipi compresa tra le province di Napoli e di Caserta, immagini raccolte in un libro fotografico la cui stampa e distribuzione è stata resa possibile grazie al concreto sostegno di GUNA.

Con questa mostra, aperta al pubblico gratuitamente GUNA ha voluto contribuire a denunciare gli atti criminali delle ecomafie legati all’industria dei rifiuti che hanno provocato il più grande disastro ambientale d’Italia, con milioni di rifiuti tossici smaltiti illegalmente negli ultimi 30 anni e gravi ripercussioni ancora oggi sul suolo, sui prodotti agricoli, sull’allevamento e sulle falde acquifere. La mostra proseguirà con altri appuntamenti in Italia e all’estero nel corso del 2019.