Il parco auto aziendale: alla ricerca di soluzioni non scontate

Oltre alle emissioni generate dall’attività industriale, GUNA impatta sull’ambiente anche con gli spostamenti sul territorio della propria rete di informatori scientifici del farmaco e consulenti scientifico-commerciali per le farmacie.

L’impegno per la tutela dell’ambiente da parte dell’azienda si è manifestato anche in questa area, iniziando già nel 2009 la migrazione del parco auto aziendale verso modelli di dimensioni più contenute e con propulsori meno inquinanti.

Successivamente, sono state effettuate ulteriori verifiche circa i modelli e i propulsori meno inquinanti disponibili sul mercato, ed è stata individuata la gamma Diesel Euro5  come quella che offriva il miglior rapporto fra emissioni, costo/litro del carburante, resa/km del carburante stesso e praticità di approvvigionamento da parte dei collaboratori.

Contrariamente a quanto ci saremmo aspettati, infatti, in termini di impatto ambientale questi moderni modelli a gasolio con i loro 115 g/km vincono non solo se paragonati ai corrispondenti modelli a benzina – 146 g/km – ma anche se paragonati ai modelli a GPL precedentemente adottati, che sviluppavano un inquinamento di 134 g/km.

Abbiamo, dunque, deciso di migrare l’intero parco auto su questa tipologia di motori. La nostra flotta  aziendale viene costantemente rinnovata e, quindi, ogni anno alcune auto vengono sostituite sempre con un occhio alla sostenibilità ambientale

Tabella: “Parco Auto”

          
1
Anno12/20172016201520142013201220112010
2
Totale parco auto167128124123123110110108
3
Auto a basso impatto 1671281241231231008555
4
% Auto a basso impatto/flotta aziendale
100%100%100%100%100%91%79%51%
5
Auto rinnovate nell'anno 1081312
Fonte: Rocco Filippi, Direttore Ufficio Acquisti e Logistica

AGGIORNAMENTO!

Lo scandalo conosciuto come “Dieselgate – che ha interessato il marchio Volkswagen ma anche altri “big” dell’industria automobilistica mondiale – ha portato alla luce una verità sconcertante: i dati sulle emissioni di residui nocivi per l’ambiente paiono essere stati manipolati dai produttori per farli apparire “sulla carta” più ecologici di quanto siano, e potrebbero essere responsabili di decine di migliaia di morti all’anno per inquinamento.

La rivista Wired ha denunciato tra l’altro come l’Italia paia essere “l’hotspot europeo” per l’inquinamento da ossidi di azoto e particelle fini. Un nuovo studio, ha infatti mostrato la situazione degli ossidi di azoto – spesso riportati con il simbolo NOx – nell’ambito dell’UE e l’impatto che questi hanno sulla salute, a causa delle emissioni di automobili diesel, furgoni e veicoli commerciali leggeri.

La presenza di ossidi di azoto, oggetto dello studio, è indice della concentrazione delle particelle fini: in Europa queste ultime sono tra le principali cause di morte prematura dovuta a malattie respiratorie e cardiovascolari, e la Pianura Padana pare detenere un primato a riguardo.

In Europa ci sono più di 100 milioni di automobili diesel, il doppio rispetto al resto del mondo: ciò che invece preoccupa, è che le emissioni misurate sono 4-7 volte più elevate nella realtà rispetto alle prove ufficiali per la certificazione, con un forte disallineamento tra test di fabbrica e prove su strada.

Alla luce di questi aggiornamenti, in GUNA abbiamo deciso di avviare una revisione della nostra “car policy”: allo scadere dei contratti di lungo periodo attualmente in essere aventi per oggetto il parco auto aziendale, nel 2019, rivaluteremo tutti i dati relativi alle emissioni e decideremo quale sia la scelta più appropriata per salvaguardare al meglio l’ambiente.