Paraguay: gli antichi saperi medicinali devono continuare a vivere

 

PROGETTO VINCITORE DEL

PROGETTO VINCITORE DEL

In Paraguay, le erbe medicinali rappresentano una realtà unica al mondo, con circa 5.000 specie differenti censite. La conoscenza dei segreti curativi delle erbe risale all’ epoca precolombiana ma le migrazioni ed il processo di disintegrazione delle comunità indigene hanno reso difficile la trasmissione delle conoscenze, mentre la deforestazione ostacola la riproduzione delle erbe.

Questo progetto – organizzato da COOPI con il sostegno concreto di GUNA – consiste nella creazione di microimprese per la produzione di medicine tradizionali e di farmacie interculturali all’ interno della comunità indigena nella regione di Chaco in Paraguay; l’obiettivo è triplice: rivalutare le tradizioni locali, offrire impiego ai giovani indigeni emarginati, contribuire a migliorarne l’ accesso alla sanità.

La produzione e l’utilizzazione delle medicine di origine biologica può essere il punto di partenza per la costruzione di un sistema sanitario pubblico che garantisca a tutti i suoi cittadini l’ accesso a differenti sistemi di terapie disponibili, un progetto pilota di salute interculturale, nel Paese e nella regione.

Il progetto, che prevede la creazione di microimprese costituite da giovani indigeni, i quali saranno supportati con una specifica formazione tecnica, e l’apertura di micro-farmacie nei villaggi, si è concentrato sulle seguenti attività:

1. Rafforzamento dell’Associazione Chaco Yamet. con priorità al rafforzamento dell’associazione di giovani indigeni Chaco Yamet attraverso varie azioni quali formazione giuridica e amministrativa, elaborazione partecipativa dello statuto, procedure amministrative e fiscali

mese-medicina-naturale2. Formazione tecnica alla produzione dei fitofarmaci. A partire dal mese di agosto 2012 il progetto ha beneficiato della presenza di un chimico per la formazione tecnica dei giovani. Questa formazione si sta attualmente realizzando durante tre giorni alla settimana, con l’ obiettivo di fornire ai giovani indigeni competenze e capacità per la produzione di sciroppi, creme, saponi, shampoo e capsule.

3. Elaborazione di erbe e prodotti fitioterapici. Utilizzando le erbe medicinali della regione si sono elaborati diversi prodotti che hanno trovato un positivo riscontro tra le popolazioni delle comunità. I prodotti elaborati sono stati i seguenti:

– Sciroppo di Quebracho Blanco (Aspidosperma quebracho-blanco)

– Sciroppo di Guayacan (Caesalpinia paraguariensis)

– Sciroppo di Moringa (Moringa Olifera)

– Sapone di Paraiso (Melia azaderach)

– Shampoo di Aloe Vera e Aloe del Chaco

– Crema di Aloe del Chaco

Si sono poi confezionati sacchetti da 30 grammi, con le erbe medicinali tipiche del Chaco, scelte tra le più usate dalla popolazione:

– Viñal (Prosopis ruscifolia)

– Moringa (Moringa Olifera)

– Palo Azul (Cyclolepis genistoides)

L’elaborazione di questi prodotti, seppur a livello artigianale, ha destato grande interesse nelle comunità indigene e ha prodotto un piccolo ma significativo apporto economico di cui hanno beneficiato le donne che hanno raccolto le erbe poi seccate e vendute poi all’associazione Chaco Yamet.

4. Commercializzazione dei prodotti. I prodotti elaborati sono stati commercializzati per ora solo a livello regionale, nei piccoli negozi a livello della comunità, mentre i sacchetti delle erbe di Moringa, Viñal e Palo Azul. Sono in vendita anche nei supermercati delle due principali città del Chaco Filadelfia e Loma Plata.

5. Formazione promotori di salute e creazione di farmacie interculturali. Un’altra attività interessante realizzata in questi mesi è stata la formazione e presentazione dei prodotti elaborati ai promotori di salute indigeni del Ministeri della Salute. In collaborazione con il responsabile medico della regione sanitaria del Chaco si sono formati 18 promotori indigeni responsabili dei centri di salute sparsi in tutto il territorio. La formazione è stata realizzata dagli stessi giovani indigeni dell’associazione Chaco Yamet precedente formati dal chimico contrattato. Finora si sono realizzate 5 formazioni mensili, dove si sono spiegate l’utilità e l’uso dei prodotti fisioterapici a base di erbe native, infine gli stessi promotori hanno acquisito le conoscenze e capacità pratiche per l’elaborazione dei fitofarmaci. Al termine di ogni formazione ai partecipanti venivano distribuiti sia i prodotti elaborati durante la formazione, sia quelli elaborati dall’associazione Chaco Yamet, che successivamente i promotori esponevano nei piccoli scaffali dei loro posti di salute. Insieme ai prodotti fisioterapici si consegnava una scheda da distribuire ai pazienti per valutare l’efficacia di ogni prodotto. La valutazione di queste schede ci ha permesso di valutare l’efficacia dei vari prodotti fisioterapici elaborati inizialmente (otto tipi diverisi di erbe elaborate), con il risultato di concentrarci sui tre prodotti più efficaci : il quebracho blanco,il guayacan e la moringa

6. Identificazione e acquisto macchinari. In questi ultimo mese ci siamo dedicati alla identificazione dei macchinari e attrezzature per il laboratorio, e nella ricerca e scelta delle ditte fornitrici. Il Paraguay non produce questi tipi di macchinari che devono essere importati dal Cile, Brasile o Argentina.
formazione-promotori-di-salutePopolazione beneficiaría (ultimo aggiornamento al 31/12/13)

Beneficiari diretti:

– n. 20 giovani indigeni impegnati nelle microimprese;

– n. 400 donne e giovani indigeni coinvolti nella raccolta di piante medicinali;

– n. 40 autorità locali e attori della società civile dell’area di incidenza del progetto;

– n. 11.500 indigeni dell’area di incidenza del progetto.

Beneficiari indiretti:

35.000 persone beneficiarie del progetto, equivalenti al totale della popolazione indigena della regione del Chaco Céntrale e del Nord (le zone più vulnerabili della regione del Chaco).

formazione-giovani-1

Nonostante alcune difficoltà e ritardi, dovute specie alla distanza dalla capitale (circa 400 km) gli ettari coltivati nell’ambito del progetto sono stati circa 9 (una media di 20 piante per produttore, in un ettaro di moringa entrano 1200 piante), inoltre si è introdotta e coltivata la pianta Moringa oleifera. Un aspetto interessante del progetto  è la realizzazione di 5 vivai in altrettante comunità che si sono impegnati a curarli previa una breve formazione. Le piantine sono state poi distribuite nelle 25 comunità beneficiarie. La Moringa oleifera può essere utilizzata nella sua completezza – foglie, frutti, corteccia, radici – il che la rende particolarmente vantaggiosa e apprezzata anche dal punto di vista commerciale. In questa pianta, ritroviamo un’elevata presenza di sali minerali, soprattutto ferro e calcio, di proteine, con numerosi aminoacidi essenziali, di vitamine, tra cui spicca per quantità e importanza il carotene, fornitore di vitamina A naturale.

Come per il progetto di “estrazione supercritica” realizzato da GUNA in Camerun, anche questo progetto in Paraguay dimostra la capacità dell’azienda di elevare a dimensione strategica le proprie politiche di responsabilità sociale d’impresa, con l’obiettivo di farne un vero e proprio modello di business.

Ricapitolando fino ad oggi sono state realizzate queste azioni concrete:

  • 15 corsi di formazione con gli indigeni delle comunità locali, con l’ obiettivo di conoscere le piante utilizzate dalla popolazione ed i metodi di raccolta ed uso;
  • 5 corsi di formazione ed interscambio di saperi, con i leaders di comunità che hanno portato ad identificare 53 specie di piante specificandone le proprietà, l’utilità, il metodo di utilizzo, produzione e raccolta;
  • la costruzione di un vivaio di 100mq dotato di un sistema di irrigazione, con 20.000 piante medicinali messe a dimora;
  • ha contribuito alla costruzione di un laboratorio di 80mq per la trasformazione delle erbe medicinali;
  • l’acquisto e l’installazione di alcuni macchinari necessari al laboratorio;
  • uno scambio di esperienze in Argentina con Associazioni Indigene del Gran Chaco Americano;
  • il supporto tecnico per rafforzare l’identità associativa, migliorare la produzione, generare strumenti di gestione interna delle attività nel laboratorio, il marketing e la commercializzazione dei prodotti.

Caesalpinia-paraguariensisOggi, l’associazione locale Chaco Yamet, creata nel 2011 grazie al progetto, è parzialmente attiva nella trasformazione e commercializzazione di prodotti fitoterapici e cosmetici derivanti da piante medicinali raccolte nella zona da alcuni gruppi di donne indigene.

Nella lingua dell’etnia Enxet Sur, “Chaco Yamet” significa piante del Chaco, un nome scelto per sottolineare il focus di tutto il lavoro. Ed è proprio da queste piante che si realizzano i prodotti: foglie, corteccia o semi debitamente confezionati, ma anche prodotti derivati dalla trasformazione delle materie prime, come saponi, shampoo e sciroppi.

Tra le principali specie vegetali utilizzate ci sono: Quebraco blanco (Aspidosperma quebracho-blanco), Guayacan (Caesalpinia paraguariensis), Viñal (Prosopis ruscifolia), Paraiso (Melia azaderach), Palo Azul (Cyclolepis genistoides), Moringa (Moringa oleifera).

Il bisogno è ora quello di rafforzare la microimpresa con l’obiettivo di renderla autonoma e sostenibile nel tempo, permettendo ai giovani che ci lavorano di ricavarne una fonte di sostentamento continuativa ed aumentare gli impatti verso le comunità sui tre pilastri del progetto: la valorizzazione e la diffusione dei saperi locali, l’accesso a medicine naturali e la protezione dell’ambiente.

Il lavoro dei prossimi due anni è ben identificato e gli obiettivi sono fissati:mabel-raccoglie

1) rafforzare le capacità amministrative, gestionali e commerciali della microimpresa Chaco Yamet;

2) migliorare la trasformazione delle materie prime;

3) dare supporto in ambito sociale per la promozione del diritto alla salute, soprattutto per i bambini, e per la protezione della biodiversità del Chaco.